Periodo di edificazione: i ritrovamenti archeologici degli anni ottanta permettono di affermare che il luogo di S.Pietro era già occupato in epoca longobarda e carolingia da una piccola cappella votiva della dimensione dell'attuale abside. oggi la chiesa ha le caratteristiche del XVI secolo, il campanile è invece del XII secolo.
La chiesa fu ricostruita nel XV secolo,probabilmente nella seconda metà, come si può dedurre dagli affreschi del coro; in seguito, probabilmente nella prima metà del seicento, l'aula venne prolungata e si aggiunse la sacrestia, successivamente si ebbero interventi di sola conservazione. durante l'epidemia di peste del 1630, quella "manzoniana", S.Pietro venne adibita a lazzaretto e le pareti, di conseguenza,furono completamente scialbate a calce ed intonacate.
La chiesa è orientata verso est - ovest con l'altare a est, mantenendo l'antica posizione, si trova isolata in mezzo ad un prato come non doveva essere all'origine. Attualmente la chiesa consiste in un'unica navata, divisa da un grande arco a sesto acuto in mattoni rossi, con tetto a spioventi, campanile di chiara impronta romanica e un'annessa sacrestia. La parte più antica si trova sia all'interno della navata che sotto di essa, presso il campanile, risalente, secondo Zastrow, al XI secolo.
La muratura è in pietra a vista, anche se originariamente era coperta da uno strato di intonaco andato perso.
L'interno presenta un solo altare, costituito da una mensa in marmo di Carrara sorretta da un blocco di pietra di Vicenza che presenta, in rilievo, il simbolo del Cristo redentore, e diversi affreschi sulle pareti, molto interessanti dal punto di vista artistico, realizzati prevalentemente nel XVI secolo.
Il campanile, singolarmente inclinato per cedimento del terreno, è interessato da due piani, alleggeriti da bifore e dalla usuale presenza di archetti. il campanile appare sproporzionato rispetto le modeste dimensioni dell'edificio così come appariva nel medioevo.
Le dimensioni sono giustificate se si intendesse il campanile come inserito in quel sistema difensivo, dei confini settentrionali della regione Lombardia, come torre di segnalazione al pari di tanti altri campanili disseminati nel territorio comasco in posizioni strategiche. Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che durante il restauro si scoprì che il campanile all'interno della chiesa parte su un tessuto murario molto più antico, databile tra il V e il VI secolo, deducendo così che non fu in origine un campanile, ma una torre di segnalazione. Un documento del XIII secolo dice che esisteva un altare dedicato ai Santi Filippo e Giacomo di cui non si trova più traccia nelle immagini presenti nella chiesa attuale.
bibliografia e note:
"segni del lavoro immagini della festa", equilibrio agricolo e civiltà delle ville del teritorio di Albese con Cassano - giancarlo Galli 1993
"l'arte romanica nel comasco" 1972 Oleg Zastrow. informazioni fornite da don Carlo Giussani